ISTITUTO COMPRENSIVO DI GIOI

SCUOLA DELL'INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI I GRADO

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COMUNE DI ORRIA

 

orria

Lì, tra i colli, dove spuntano le messi,
ove crescono le erbette ed i fiori
tu sei terra sbocciata di amori;
sei un bel dono elargito dal cielo.

(De Feo Giovanni)

Di questo paese, capoluogo delle frazioni di Piano Vetrale e Casino Lebano, non esistono documenti che ne attestino la nascita, tuttavia si pensa che abbia avuto origine all’epoca della distruzione di Velia, nel sesto secolo dopo Cristo.
Il nome di Orria è legato ad una leggenda, tramandataci dalla più pura fantasia popolare locale: vuole che un “Dux” longobardo, ritornando dal Bruzio (Calabria) al comando del suo esercito , nel dirigersi verso Benevento, sia passato attraverso la pianura di Casalvelino e non trovando grano, perché già mietuto e quindi nascosto dalle popolazioni, abbia mandato delle avanguardie alla ricerca di campi ancora non mietuti. Esse salirono i costoni del Montestella e all’altezza di Porcili ( Stella Cilento), videro di fronte i colli cosparsi di biondeggianti messi! Le avanguardie chiamarono subito il loro condottiero per mostrargli quanto appariva ai loro occhi!
Questi osservò ed estasiato esclamò: “ HORREA MEA VIDEO”, ( vedo i miei granai).Al di là di ciò e considerando che il luogo è stato sempre molto adatto alla coltivazione del grano e dell’orzo si può ammettere che Orria derivi da Horrea, appunto ( dal latino ) Granai.
Non si hanno notizie certe di Orria antecedenti al 1532, quando vi abitavano 80 famiglie dedite all’allevamento ovino e alla coltivazione dell’olivo, dei fichi e del grano. Fervida era anche l’attività di numerosi scalpellini, tradizione questa rimasta in auge ancora fino al secondo dopoguerra.
Certo è che alla fine del sedicesimo secolo una grave carestia sconvolse il paese causando un rapido declino demografico, aggravato poi dalla peste del 1656, tanto che non si hanno dati certi sull’entità dei sopravvissuti. Molti si rifugiarono ad Ostigliano.
Per questi motivi non fu mai un feudo ambito e rimase marginale alle dinamiche dell’epoca.
La ripresa avvenne solo agli inizi del diciottesimo secolo quando le mutate condizioni socio – economiche di tutto il territorio cilentano determinarono la ripresa della attività agricole che si affiancarono allo sfruttamento dei rigogliosi boschi. Si affermarono numerose famiglie gentilizie che misero a coltura molti terreni incolti o li sfruttarono con la pastorizia.
Durante il diciannovesimo secolo, dopo che divenne capoluogo di Comune, il rapido incremento della popolazione portò alla ricerca di nuove terre da sfruttare, tanto che numerose questioni insorsero con i Comuni limitrofi per l’usurpazione che gli abitanti di Orria facevano ai danni dei loro terreni.
Oggi l’economia locale ha avuto un risvolto positivo grazie al rientro, nel comune, di molti emigranti, economia che si era arrestata a causa dell’intensa emigrazione degli anni sessanta.
Il risvolto positivo per l’economia è dovuto anche all’incentivazione di molte attività legate soprattutto all’edilizia e al turismo estivo.
Luoghi molto ambiti per i turisti sono : il ” MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA “ e i” MURALES “ . Qui sono valorizzate e custodite : la tradizione, le usanze, i sentimenti , la cultura e l’arte del popolo orriese.

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