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ISTITUTO COMPRENSIVO DI GIOI |
SCUOLA DELL'INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI I GRADO
VIA L. SALATI 84056 GIOI CILENTO (SA) TEL. 0974/991194
COMUNE DI GIOI

Gioi, le cui origini
risalgono al VII secolo, è un paese antichissimo del Cilento, che ha avuto nel
corso dei secoli un’importanza di prim’ordine sia per le vicende storiche che
l’hanno attraversato, sia per la posizione geografica in cui si trova, a cavallo
tra la montagna, indice di sicurezza nei secoli scorsi, e la pianura, segno di
fertilità.
Gioi siede sul vertice di una amena e deliziosa collina isolata, alta 684m. sul
livello del mare, in luogo bellissimo ma freddo, esposta all’impeto dei venti
Libeccio e Greco Levante.
Si affaccia sulla fertile piana di Casalvelino; nelle limpide giornate si gode
la veduta di Capri e l’arcipelago delle Eolie.
Nelle diverse epoche storiche fu denominata: johae, ioa, ioio, li jioi e per
ultimo Gioi, in onore del dio Giove che protegge la collina avvolgendola in
tutti i periodi dell’anno di una fitta nebbia per nasconderla da eventuali
assalti. Da accertate ricerche, risulta che la costruzione più antica fosse il
castello edificato dagli Enotri, le cui rovine ancor oggi sono visibili. Da esso
era possibile tenere sott’occhio la pianura sottostante e parte della collina di
fronte, in modo da poter scorgere chi si avvicinasse all’abitato per potersi
eventualmente difendere.
In età greca questo presidio venne rafforzato da Velia a salvaguardia della via
fluviale dell’Alento, e, nell’età normanna, addirittura divenne il terzo
baluardo difensivo della rocca di Novi.
Mentre le origini antiche non sono supportate se non da reperti archeologici
ritrovati nella piccola pianura antistante l’abitato di Gioi oggi denominata
“sterza”, più certe sono le notizie storiche a partire dall’anno1034, che ci
permettono di ricostruire le vicende della città e dei passaggi di proprietà di
quello che fu un feudo nel Regno di Napoli. Solo il 2 agosto 1806, con
l’occupazione francese del Regno di Napoli ad opera di G. Bonaparte finisce
l’era del feudalesimo e con esso l’egemonia dei baroni lasciando spazio alla
crescita della classe borghese. La popolazione di Gioi in quanto a numero di
residenti ha avuto un andamento altalenante. Dai 1446 abitanti del 1532, a causa
di un’epidemia maligna di difterite e ancora ,poi, della peste(1656) si
determinò un forte calo della popolazione che solo nella prima decade dell’800
crebbe fino a raggiungere i 1789 abitanti.
Diverse erano le piccole industrie a livello familiare nate durante il Regno di
Federico 2° per la lavorazione dei pannilani, dei cuoi, della coltura del baco
da seta, che vedevano scambi commerciali dalle fiere che si tenevano
d’estate.(Fiera di San Giacomo, fiera di Santa Maria della Croce).
Per quanto riguarda l’aspetto artistico Gioi ha avuto importanti esponenti nella
scultura del legno (Ennio Salati, Vincenzo De Marco),nella pittura (Fr. Salati,
E. Infante, M. Romano)
Gioi insieme ad altri paesi del Cilento,oltre ai moti del 1828 e ai moti che
portarono alle guerre d’indipendenza, diede alla società uomini che alimentarono
quel famoso fenomeno denominato “BRIGANTAGGIO”. Gioi rimase illesa durante le
due guerre mondiali,soprattutto durante la seconda quando, secondo il racconto
di alcuni anziani,i tedeschi,ormai in ritirata dopo lo sbarco degli americani
nel golfo di Salerno e cercando una via di scampo, arrivarono in una piazza oggi
chiamata Piazza S. Maria e si sforzarono,di trovare un’altra via che non fosse
quella per Omignano.Ma, siccome Gioi non era un paese di passaggio,ma una
cittadina arroccata su una collina, essi furono costretti a tornare indietro.
Dopo la II guerra mondiale,come tutta l’Italia,Gioi risorse a poco a poco fino a risentire dei benefici degli anni 60.
Oggi Gioi conta intorno ai 1600 abitanti, ancora quasi tutti artigiani,commercianti e agricoltori.
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